Come sono diventato gay

Non è stata una scelta, è stato un assedio. Per anni ho recitato la parte del "maschio alfa" tra i miei amici, sputando commenti sulle ragazze per nascondere il terrore che qualcuno leggesse cosa avevo davvero in testa.
La verità è che "diventarlo" è stato smettere di mentire. È successo quando ho capito che la nausea che provavo a letto con una donna non era ansia da prestazione, ma un rifiuto viscerale del mio corpo. È stato ammettere che quello che cercavo negli occhi di un altro uomo non era amicizia, ma una fame che mi toglieva il fiato.
Ho smesso di combattermi quando il peso della maschera è diventato più insopportabile della paura di essere emarginato. Niente arcobaleni: solo la brutale necessità di non vomitare più guardandomi allo specchio.
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